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Redazione Stampa

Vidya, la vera natura del vetro

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La filiera per il recupero degli imballaggi in vetro rappresenta una fetta molto importante dell’economia circolare italiana: il report “L’Italia del riciclo 2019” mostra che «la filiera del vetro nel 2018 ha avviato al riciclo il 76% degli imballaggi immessi al consumo registrando, in valore assoluto, un aumento del 3% rispetto al precedente anno […] Nel 2018 sono state riciclate 2.160 kt di vetro MPS nella produzione vetraria di nuovi contenitori, di cui i rifiuti di imballaggio costituiscono l’87%». Performance di rilievo dunque, che per progredire ancora necessitano di una maggiore collaborazione della cittadinanza per migliorare la qualità dei materiali raccolti, e il momento delle feste a cavallo del nuovo anno rappresenta un momento particolarmente importante per iniziare.

«È bene sapere che ciascuno di noi, nel suo piccolo, può fare la propria parte – spiega il presidente di Coreve (il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero dei rifiuti di imballaggio in vetro prodotti sul territorio nazionale), Gianni Scotti – Ad esempio separando e conferendo alla perfezione, nei contenitori dedicati al vetro, le bottiglie stappate a tavola o le conserve di sughi e marmellate. Ormai siamo prossimi ad un tasso di effettivo riciclo dell’80% circa. Purtroppo però il 13% del rottame di vetro che raccogliamo viene scartato negli impianti e siamo costretti a gettarlo in discarica, perché contaminato da materiali inquinanti come ceramica, vetroceramica (pyrex) e cristallo. Abbassare questa percentuale raggiungendo il livello medio europeo che è del 3-4% circa, significherebbe affamare queste discariche e dare nuova linfa alla filiera del riciclo del vetro, materiale unico, riciclabile al 100%, che può tornare a nuova vita all’infinito».

Per migliorare da Coreve hanno messo in fila un decalogo per una corretta raccolta differenziata del vetro, ma una menzione particolare va al problema del cristallo, che va conferito nell’indifferenziato e non nel vetro: il cristallo deve infatti la sua particolare brillantezza e sonorità al piombo, presente nella miscela vetrificabile fino a quasi un terzo dei componenti, e in grado di contaminare la filiera del riciclo del vetro. «Ci sono tanti modi per riconoscere il vetro dal cristallo – spiegano al proposito da Toscana ricicla – Alcuni semplici, come trovare il marchio del riciclo sul vetro delle bottiglie, altri molto meno, come la prova del diamante… Ma se non siete sicuri se sia vetro o cristallo, mettete tutto nell’indifferenziato».

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