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L’olio extravergine d’oliva è tra i grassi migliori che puoi scegliere di usare nella tua alimentazione quotidiana, anche quando sei a dieta: del 99% dei lipidi che lo costituiscono il 75% è acido oleico e poi acido linoleico e acido palmitico, dei grassi monoinsaturi che rendono l’olio extravergine d’oliva un prezioso alleato del tuo sistema cardiovascolare. Questi acidi grassi “buoni” presenti nell’olio di oliva, aiutano il tuo cuore, perché tengono sotto controllo il colesterolo cattivo (LDL)e valorizzano quello ‘buono’ (HDL), che pulisce le arterie.
Grazie anche ai fitosteroli, delle sostanze vegetali che hanno la capacità di ostacolare l’assorbimento intestinale del colesterolo e di ridurre quello LDL che si trova nel sangue, gli acidi grassi dell’olio extravergine d’oliva svolgono un’azione preventiva a tutti gli effetti nei confronti delle malattie cardiovascolari, compreso l’infarto, proteggendo di fatto il tuo cuore. Oltre al benessere del sistema cardiocircolatorio, l’olio di oliva contiene anche importanti vitaminee in generale è un grasso buono che non può mancare in un regime alimentare sano e bilanciato.

Fonte: www.repubblica.it

l latte e i succhi di frutta? Pratici e leggeri in tetrapak, ma nel vetro è meglio. I pomodori pelati, la frutta sciroppata e i fagioli in scatola? Comodi. Ma nel vetro è meglio. Così come il miele, le marmellate, i sott'oli. Lo stesso olio - che spesso all'estero è in bottiglie di plastica - agli italiani va bene solo sotto vetro. Un materiale che ci piace un sacco: vedi quello che acquisti. La trasparenza ha una marcia in più. Poi il vasetto si lava e diventa, senza esser contaminato dagli odori, pronto ad accogliere conserve e sughi e quant'altro si prepari a casa.
Chi sta attento al cibo che compra non può trascurare il packaging e, secondo una recente indagine si tende sempre più a preferire il vetro. Un consumatore su due in Europa dichiara di utilizzare più contenitori per cibi e bevande in vetro rispetto a tre anni fa, soprattutto in Italia (57%), Austria e Croazia, ritenendolo il più sostenibile e affidabile in tema di sicurezza alimentare.

L’acqua in bottiglia inquina e non solo: costa anche tantissimo. Per quanto riguarda l’ecosistema, nel 2050 potrebbe esserci più plastica che popolazione di pesci nei nostri mari e nei nostri oceani. La causa? Il PET, ovvero il polietilene tereftalato utilizzato per il rivestimento delle bottiglie di plastica. Se vogliamo parlare dei danni alla nostra economia e non solo di quelli causati all’ambiente, anche in questo caso il dato rimane allarmante: sono 150 i miliardi spesi per la realizzazione del materiale da imbottigliamento. Una cifra esorbitante, avvalorata dal fatto che, rispetto all’acqua del rubinetto, quella “di fonte”, ma in plastica, costa al nostro portafoglio mille volte tanto.

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